In genere affrontiamo il cammino della vita in due modi: guardando avanti, o guardando indietro.

TANGO 'NUEVO?': I perchè di una scelta.

In una milonga, poco tempo fa ho ascoltato un commento: 'abbracciala, stringila, un po' di passione!' E infatti non c' era passione, almeno in senso fisico, tra me e la mi partner, nè avrebbe potuto esserci. Per me il ballo (non solo il tango) e' sempre stato essenzialmente un'arte. E come tutte le arti, qualcosa che da' una esplosione di gioia: non passione, ne' sensulità o che altro. Gioia. E della gioia senza aggettivi, una volta provata, è difficile fare a meno. Per questo vado avanti nonostante le difficoltà e le incomprensioni. Ho due appuntamenti fissi con la gioia: quando suono e quando ballo: ma devo farlo a modo mio sulla 'mia' musica. E' la gioia profonda che può dare un' arte, e non dipende dal tipo di sentimento che puoi avere verso la tua partner. Quindi parliamo di arte, fuori da pastoie pseudoromantiche.

La forma in cui esprimiamo l'arte è il segno della nostra individualità e differenza dagli altri: è un fatto squisitamente personale, anche se il messaggio contenuto può arrivare ad essere universalmente inteso. Ma c'è bisogno di un mezzo espressivo: la tecnica. E ho anche sentito dire che un maestro di tango dovrebbe trasmettere la passione (aridaje!) più che la tecnica. Io credo che ciò che un maestro onesto può e deve cercare di passare è una conoscenza tecnica il più raffinata, semplice (NON è una contraddizione, anzi!) ed efficace possibile. Ciò che poi uno ne fa è legato al proprio sentire, alla prorpria unica sensibilità e storia individuale, non a quella del maestro. Nella pitttura bisogna saper usare i colori e le prospettive, nella musica lo strumento e l'armonia, nel ballo il proprio corpo e quello del partner. Ci vuole una tecnica. E una tecnica è valida quando riesce a dare il massimo di possibilità espressive con il minor numero di informazioni di base. Per fare in modo di poter esprimere se stessi, non per omologare le proprie modalità espressive a quelle degli altri. Io vedo il successo di un metodo o di una scuola quando è capace di formare artisti diversi l'uno dall'altro. Chi ha visto ballare Naveira, Salas, Chicho (vedi videoclips) sa di cosa parlo: vengono dalla stessa scuola ma sono diversissimi: ognuno è se stesso, non la brutta copia di un'idea che non esiste. Il loro metodo permette di esprimersi ciascuno con le sue forme, con quello che gli è più congeniale: non c'è bisogno di impostatre il corpo in strane rigide posizioni ed è per questo che il ballo sembra così sciolto: essenzialmente ognuno usa la sua posizione naturale con quei pochi accorgimenti tecnici, pochi ma essenziali, che permettono alla geometria di coppia di funzionare. Il ballo in coppia ha per me, che sono viziato da un lungo passato di musicista, ha una forte analogia con l'improvviso nel jazz. Hai bisogno di conoscere la tecnica dello strumento (il corpo) e dell'armonia ( le relazioni tra i vari suoni, e quindi anche tra quelli che produci tu e quelli che producono gli altri), poi sei libero di fare ciò che vuoi. Non c'è una partitura da seguire, solo l'armonia del brano che si esegue. La tecnica serve a questo, non a ripetere schemi fissi uguali per tutti. A volte ho dubbi che questo si possa fare nel nostro paese della moda, dove la preoccupazione principale è per tradizione il come si appare agli altri, e per conformarsi spesso ci si castra, proiettando di converso l'accusa di esibizionismo verso chi cerca di esprimere se stesso con meno preoccupazioni.

Tornando al ballo. Ho cercato per anni nel tango qualcosa che mi desse la possibiltà di esprimere l'esperienza fatta in quasi 20 anni di contatto con il mondo musicale latinoamericano: il modo rilassato e naturale di accompagnare lei con il mio corpo, che accomunava tutta l'esperienza fatta , dal samba di gafieira alla salsa, al bolero, allo zouk brasiliano. L'ho trovato vedendo ballare Chicho. Ed è la regola di sempre: più cerchi l'essenziale nella tecnica, più ampli le possibilità espressive e la tua libertà e scioltezza, perchè elimini le pastoie formali. E' il lavoro fatto insieme negli anni passati da Naveira e Salas, prima che ognuno prendesse la sua strada: cercare il nesso funzionale comune ai vari stili di tango lasciando la tecnica nuda e libera da consuetudini, stilemi e retaggi culturali diversi. Il resto è creatività personale. Il ballo diventa un gioco a due, dove i ruoli si scambiamno sempre di più quanto più si avanza nella pratica, e sia lui che lei diventano oggetto e causa al tempo stesso dei movimenti dell'altro in una storia infinita di forme e sequenze che nascono in cascata dal reciproco movimento dei corpi. A lungo andare il ruolo 'conduttore' dell' uomo si stempera sempre di più in quello di una compagna finalmente attiva e presente, che può determinare e cambiare il seguito di una frase iniziata, non una marionetta da muovere e trasportare. Parlando con Jorge, un giovane talentoso maestro argentino che guida il tango viennese, con trascorsi anche a S. Paulo, accennai ai legami tra gafieira e tango e alla possibilita di scambiare un po' di cose tra l'una e l'altro. Con mia grande soddisfazione e anche sorpresa mi rispose, che, per la sua esperienza (aveva spesso ballato gafieira a S. Paulo) TUTTO poteva servire ugualmente bene in entrambi i balli. E io sono ormai dell'idea che la tecnica del tango cosmopolita di oggi deve essere vista in maniera aperta come la tecnica del ballo in coppia. So di essere guardato con un certo sospetto ma mi rendo conto che, dopo quasi 20 anni di esperienza con il ballo in due dell'America Latina, uso ormai automaticamente gli stessi accorgimenti nell' accompagnare la mia parner quando ballo gafieira, salsa, zouk e ...tango.

Paolo Martano